DANTE INFERNO CANTO V Parafrasi w 73-142

DANTE INFERNO CANTO V Parafrasi w 73-142


w.73-78 lo cominciai; “Poeta, parlerei volentieri a quei due che procedano uniti e sembrano così leggeri al
vento” Ed egli a me: “Vedrai quando saranno più vicini a noi; e allora tu pregali per quell’amore che II
sospinge ed essi verranno”.
w.79-87 Appena il vento li sospinse verso di noi, iniziai a parlare:”O anime affannate, venite a parlare con
noi, se nessun altra (DIO, non viene mai nominato nell’Inferno) lo nega!”. Come le colombe spinte dal
desiderio amoroso, con le ali spiegate e immobili volano nell’aria verso lì dolce nido, mosse dall’istinto,così le
due anime uscirono dalla schiera dove c’è Didone, venendo verso di noi attraverso l’aria infernale, tanto forte
era stato il mio richiamo affettuoso.
w.38-96 “O creatura viva gentile e benevola che, attraverso quest’aria tenebrosa, stai visitando noi che
abbiamo macchiato di sangue il m ondose 31 re dell’universo (DIO) ci fosse amico, noi lo pregheremmo per la
tua pace, poiché hai pietà della nostra atroce sofferenza. Perciò noi ascolteremo e parleremo con voi di ciò
che vi fa piacere ascoltare e parlare, finché il vento, come già fa, qui tace.
w.97-107 La terra dove sono nata è posta sul litorale dove il Po discende a trovare pace con i suoi
affluenti. Amore, che divampa rapidamente nel cuore gentile, infiammò costui della bellezza del mio
corpo che mi fu tolto; e il modo ancor mi offende. Amore, che non permette a chi è amato di non
ricambiare a sua volta, mi prese per la bellezza di costui che, come puoi vedere, ancora non mi lascia.
Amore ci condusse a una stessa morte, Caina attende chi ci ha tolto la vita”. ( Caina è nella parte più
profonda dell’Inferno dove sono puniti i traditori dei parenti)
> Nota la ripetizione della parola pace che esprime il grande desiderio di Francesca
> Nota la ripetizione (anafora) della parola Amore all’inizio del verso per tre volte; qui Dante espone
la teoria dell’amore cortese.
w.108-120 Queste parole ci furono dette da loro. Quando Lo ebbi ascoltato quelle anime tormentate, chinai
li viso e lo tenni basso tanto a lungo che il poeta mi disse;” A cosa pensi?” Quando risposi, cominciai: “Oh
misero, quanti dolci pensieri, quanto desiderio condussero costoro al doloroso passo!” Poi mi rivolsi a loro e
parlai io, e dissi:”Francesca, le tue sofferenze mi rendono triste e pietoso fino alle lacrime Ma dimmi: al tempo
dei dolci sospiri, attraverso quali Indizi e In che modo l’amore vi permise di conoscere vostri desideri ancora
incerti?
w.121-126 E quella a me:”Non c’è dolore maggiore che ricordarsi del tempo felice nella sventura; e lo sa
bene il tuo maestro. Ma se tu hai tanto affettuoso desiderio di conoscere l’origine del nostro amore, farò
come colui che parla piangendo.
w, 127-133 Noi leggevamo un giorno per svago la storia della passione d’amore di Lancilotto (per la regina
Ginevra, moglie di re Artù); eravamo soli e senza alcun presentimento. Più volte quella lettura ci spinse a
guardarci negli occhi e ci fece Impallidire; ma solo un punto del racconto fu quello che ci sopraffece. Quando
leggemmo che la bocca desiderata fu baciata da un tale amante, costui, che da me non sarà mai diviso, mi
baciò la bocca tutto tremante, Quel libro e il suo autore fecero da tramite al nostro amore (come Galehaoult
-italianizzato in Galeotto- fece per La nei flotto e Ginevra], quel giorno non andammo più avanti nella lettura,
w, 139-142 Mentre lo spirito di Francesca diceva questo, l’altro piangeva in modo tale che lo per la pietà persi
I sensi come se morissi e caddi come cade un corpo morto.

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