IL CORAGGIO DI PARLARE TRAMA DEL LIBRO

IL CORAGGIO DI PARLARE TRAMA DEL LIBRO


BREVE TRAMA

Il libro ha come protagonista Vincenzino, un
ragazzo di 14 anni che cerca lavoro, in quanto
proviene da una famiglia di disagiate condizioni
economiche. Gli vengono offerte proposte
lavorative che coinvolgono spacciatori e mafiosi.
Resosi conto di essere finito nelle mani della criminalità decide, seppur a malincuore,
di lasciare il paese per trovare un onesto lavoro.
Vincenzino trova riparo temporaneamente a Roma presso un cugino che lo accoglie
calorosamente, in seguito, lo stesso lo raccomanda all’ingegner Bianchi, proprietario
di una piccola fabbrica con sede a Milano.
Il ragazzo si sente amato dalla famiglia Bianchi, ma la sua mente non si libera
dell’angoscia che ha nel cuore, perciò un giorno stanco di sentirsi spiato e pedinato
anche nella nuova città decide di confidarsi con l’ingegnere, il quale lo convince a
raccontare tutto ai Carabinieri per togliersi un grosso peso dalla coscienza. Lo deve
fare in memoria dell’amico Fortunato, trucidato dai mafiosi solo per essere stato
“curioso”!
Inizia così per Vincenzino il duro cammino di collaborazione con la giustizia che lo
porterà ad essere additato in paese come un “INFAME”…


Presentazione del protagonista

Vincenzino Melito è un ragazzino di 14 anni di origine calabrese con il problema di
dover trovare al più presto un lavoro, poiché la sua famiglia è molto disagiata. A
Borgocalabro, il piccolo paesino in cui vive, non c’è lavoro, quindi è costretto a
spostarsi a Gioia Tauro.
Durante la sua ricerca, il ragazzo purtroppo si imbatte in persone malavitose. Quando
si accorge che viene usato per spacciare, decide di lasciare quello sporco “lavoro” e
di cercarne un altro. Vincenzino però passa dagli spacciatori ai mafiosi. Il ragazzo,
impaurito e angosciato, non ha il coraggio di parlarne con la famiglia, finché non
accade un grave misfatto:l’amico Fortunato viene trovato assassinato con un sasso in
bocca.Decide così che, se non vuole fare la stessa fine, deve scappare lontano.


Narrazione di un episodio significativo

Il lavoro di Vincenzino consiste nel depositare in un determinato luogo dei bigliettini
che non deve assolutamente leggere né soffermarsi a curiosare sul posto, quando li
lascia.
Conosce Fortunato, un giovane pastorello della sua età, che fa pascolare tutti i giorni
il suo gregge proprio nel luogo in cui il protagonista deve portare i “bigliettini”.
I due amici trascorrono felici le loro giornate, finché la loro attenzione non viene
catturata da una pianta di ficodindia che stranamente cambia posizione, ruotando di
continuo. I due ragazzi quando si avvicinano, scoprono che sotto la pianta si
nasconde una botola e che all’interno c’è qualcuno. Intuiscono che quello è
sicuramente il nascondiglio in cui tengono prigioniero l’uomo che è stato sequestrato.
Vincenzino non collega subito il suo “lavoro” al ritrovamento della botola, ma lo
capirà solo alcuni giorni dopo, quando troverà l’amico Fortunato ucciso con una
fucilata alle spalle e un sasso in bocca. L’avvertimento è chiaro: – Se parli, farai la
stessa fine!
Il puzzle si completa e tutto ora è chiaro. Si è reso complice dei malavitosi,
depositando regolarmente in campagna i biglietti che dovevano servire per mantenere
i contatti con chi era rimasto in paese.
Vincenzino è assalito dall’orrore e dalla paura, ma anche da una profonda delusione,
perché le persone che lo avevano contattato e ingaggiato le riteneva tranquille. Non
ha più scampo, deve fuggire lontano… anche se ha paura di ritorsioni per la sua
famiglia.
Un altro episodio significativo è quando Vincenzino riesce a ricordare dove ha
visto l’uomo interrogato dalla polizia. La sua mente lo porta a casa di Giacomo
Gerace, il padre della sua carissima amica Marty. Da quel momento le forze
dell’ordine riusciranno a risalire a tutti i mafiosi che visitavano spesso casa Gerace e
alla fine la verità sarà ancora più dura. E’ proprio Gerace il capo dell’organizzazione
mafiosa.
Vincenzino si sente soddisfatto di aver contribuito a smascherare tutta la banda, ma
prende coscienza che la sua amicizia con Marty è finita.


Altri personaggi

Gli altri personaggi che fanno da cornice sono i genitori di Vincenzino e le due
sorelle, ma i protagonisti secondari sono don Gino e don Carmelo, ossia gli
spacciatori. Gerolamo è un loro scagnozzo, Salvatore Calogero è l’uomo facoltoso
che viene rapito e poi ucciso. Altra figura di spicco è il parroco del paese che fa di
tutto per togliere i ragazzi dalla strada organizzando giochi e manifestazioni in
parrocchia. È proprio lui che intuisce che qualcosa in Vincenzino è cambiato, perché
non frequenta più i compagni e quando cerca di parlargli trova sempre delle scuse.
Vincenzino ha paura che i mafiosi possano vederlo e pensino che voglia confessare
ciò che sa.

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