La Nascita Della Lotta Operaia

La Nascita Della Lotta Operaia


Le Rivendicazioni Prima Dell’Industrializzazione

Per secoli, i conflitti sociali si sono generati principalmente attorno a due questioni: il prezzo del pane e l’accesso alla proprietà terriera (o almeno all’uso della terra). Le rivolte esplodevano occasionalmente, in concomitanza con l’aumento dei prezzi o con l’inasprimento delle tasse che riducevano le fasce più deboli alla miseria.

In passato, esistevano anche conflitti di lavoro guidati da associazioni di artigiani che si difendevano dai mercanti che fornivano loro le materie prime e ritiravano il prodotto finito. Tuttavia, in questi conflitti, gli artigiani si concentravano sulla difesa del prezzo del loro lavoro. Invece di affrontare la miseria dal punto di vista del costo della vita e delle tasse, la combattevano difendendo i loro guadagni.

All’epoca, le associazioni di artigiani poveri o di lavoratori dipendenti, con scarse possibilità di accedere al mondo delle corporazioni riconosciute e di diventare padroni di bottega, erano perlopiù segrete. Non esisteva ancora una conflittualità tra lavoratori e datori di lavoro regolata da organismi rappresentativi, né poteva esistere, perché non esisteva la fabbrica come luogo fisico in cui centinaia di operai lavoravano insieme sotto lo stesso tetto e lo stesso padrone, favorendo la fraternizzazione, la discussione e l’organizzazione.

Al contrario, esisteva una moltitudine di piccole botteghe artigiane, in cui i lavoratori, principalmente filatori e tessitori, si trovavano dispersi.

Una Nuova Modalità di Protesta: Lo Sciopero

Con la nascita delle grandi fabbriche nella prima metà dell’Ottocento, nacquero i conflitti sindacali sul salario e sulle condizioni di lavoro, e lo sciopero iniziò ad essere utilizzato sistematicamente come arma di protesta. Da quel momento, le rivolte urbane e rurali contro il carovita iniziarono a diminuire.

Sempre più persone si sentivano unite dalle condizioni di lavoro piuttosto che dalla miseria e, in preferenza, dai rapporti all’interno della fabbrica anziché dall’appartenenza al vicinato, al quartiere, alla parrocchia o al comune rurale. L’organizzazione dei lavoratori si trasformava sempre più in un’organizzazione degli sfruttati contro gli sfruttatori, non di una professione contro altre professioni: nacque così il sindacato al posto della corporazione.

La Lotta Contro Condizioni di Lavoro Disumane

All’inizio dell’Ottocento, l’organizzazione operaia e lo sciopero non erano però strumenti di lotta legali. La protesta assumeva la forma di lotta violenta da parte degli operai contro luoghi e condizioni di lavoro inumani, orari di lavoro che sfioravano le diciotto ore giornaliere e l’utilizzo di donne e bambini (vedi Capitolo 7, Paragrafo 5).

Le organizzazioni operaie erano generalmente considerate alla stregua di associazioni per delinquere dedite ad atti di vandalismo, in quanto lo sciopero era visto come un attentato alla proprietà, una sorta di estorsione, una violenza commessa per impedire il libero uso della proprietà privata. Non si distingueva quindi tra astensione dal lavoro e violenza contro persone e cose.

Conclusione

L’immagine ritrae la nascita della lotta operaia in Italia, con la sua evoluzione dalle rivolte contro il carovita alle lotte sindacali per migliori condizioni di lavoro e salari più equi. L’avvento delle grandi fabbriche ha favorito l’unione dei lavoratori e la nascita di nuove forme di protesta, come lo sciopero, che hanno portato alla creazione dei sindacati come strumento di tutela dei diritti dei lavoratori.

/ 5
Grazie per aver votato!