OSSI DI SEPPIA EUGENIO MONTALE LA VASCA PARAFRASI

EUGENIO MONTALE LA VASCA PARAFRASI

-DA OSSI DI SEPPIA-


TESTO

Passò sul tremulo vetro
un riso di belladonna fiorita,
di tra le rame urgevano le nuvole,
dal fondo ne riassommava
la vista fioccosa e sbiadita.
Alcuno di noi tirò un ciottolo
che ruppe la tesa lucente:
le molli parvenze s’infransero.

Ma ecco, c’è altro che striscia
A fior della spera rifatta lisca:
di erompere non ha virtù,
vuol vivere e non sa come;
se lo guardi si stacca, torna in giù:
è nato e morto, e non ha avuto un nome.


PARAFRASI

1-5. tremulo vetro:la superficie tremula dell’acqua nella vasca. Un riso: potrebbe essere lo schiudersi dei fiori a una certa ora del mattino. Le rame: i rami della bella donna. Urgevano: dal fondo della vasca si riflette, come in uno specchio, l’aspetto delle nubi che sono come fiocchi sbiaditi.
7-8. la tesa: la superficie dell’acqua. Le molli parvenze: i morbidi contorni degli oggetti prima rispecchiati, che il sasso infrange.
9-13. altro: un’altra immagine, ma ancora baluginante. Per questo dice striscia, senza la forza di divenire immagine definita. L’immagine sfuocata, incapace di consistere, acquista una significazione simbolica: è il non essere di tante vite. Se: acquista il senso di “non appena”.

/ 5
Grazie per aver votato!