PARAFRASI PASSA LA NAVE MIA COLMA D’OBLIO

PARAFRASI PASSA LA NAVE MIA COLMA D’OBLIO

-di francesco petrarca-

FONTE:https://balbruno.altervista.org/index-972.html


La mia nave, piena di desiderio di dimenticare, attraversa il mare tempestoso, fra Scilla e Cariddi (stretto di Messina), d’inverno, nel mezzo della notte; e la guida il mio signore, anzi, il mio nemico (amore).Ad ogni remo (sta) un pensiero presente e doloroso, che sembra ignorare la tempesta e il suo esito: un vento umido, che in eterno trascina sospiri, speranze e desideri, lacera la vela.Una pioggia di pianto, l’immagine offuscata dello sdegno aggredisce i cordami, ed io sono avvolto dall’errore e dall’ignoranza.I due miei riferimenti abituali si nascondono: la ragione e l’arte sono morte fra le onde, tanto che io comincio a disperare di poter giungere al porto.


PARAFRASI 2

La mia vita trascorre dimentica dei propri doveri, come una nave che naviga in un mare tempestoso, in piena notte, d’inverno, fra pericoli da ogni parte; e a dirigerla, come un timoniere una nave, è l’amore che è il mio padrone, anzi il mio nemico.
Come fossero rematori ai remi di una nave, muovono la mia vita pensieri temerari e perversi, che sembrano non tener conto dei pericoli di dannazione; i miei sospiri d’amore, le mie speranze, i miei desideri sono come un vento temporalesco incessante che strapazza la vela. 
Le mie lagrime d’amore sono come una pioggia, le ripulse come una nebbia, che bagnano e indeboliscono le sartie già logore, cioè la mia volontà nella quale s’intrecciano errore ed ignoranza del vero bene. 
Si nascondono i cari occhi di Laura, i quali erano come le due stelle che abitualmente m’indirizzavano al bene; la ragione e le buone abitudini son venute meno in mezzo ai pericoli, così che io incomincio a disperare di giungere alla salvezza.

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