PETRARCA SONETTO 189 PARAFRASI

PETRARCA SONETTO 189 PARAFRASI

-PARAFRASI Passa la nave mia colma d’oblio-


TESTO

Passa la nave mia colma d’oblio
per aspro mare, a mezza notte il verno,
enfra Scilla et Caribdi; et al governo
siede ‘l signore, anzi ‘l nimico mio.
A ciascun remo un penser pronto et rio
che la tempesta e ‘l fin par ch’abbi a scherno;
la vela rompe un vento humido eterno
di sospir’, di speranze, et di desio.
Pioggia di lagrimar, nebbia di sdegni
bagna et rallenta le gia stanche sarte,
che son d’error con ignorantia attorto.
Celansi i duo mei dolci usati segni;
morta fra l’onde e la ragion et l’arte,
tal ch’incomincio a desperar del porto.


PARAFRASI

La mia nave, piena di desiderio di dimenticare, attraversa il mare tempestoso, fra Scilla e Cariddi (stretto di Messina), d’inverno, nel mezzo della notte; e la guida il mio signore, anzi, il mio nemico (amore).Ad ogni remo (sta) un pensiero presente e doloroso, che sembra ignorare la tempesta e il suo esito: un vento umido, che in eterno trascina sospiri, speranze e desideri, lacera la vela.Una pioggia di pianto, l’immagine offuscata dello sdegno aggredisce i cordami, ed io sono avvolto dall’errore e dall’ignoranza.I due miei riferimenti abituali si nascondono: la ragione e l’arte sono morte fra le onde, tanto che io comincio a disperare di poter giungere al porto.

FONTE


PETRARCA SONETTO 189 PARAFRASI

http://webinfo.altervista.org/petrarca-sonetto-189-parafrasi/

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