TEMPORALE PASCOLI

TEMPORALE PASCOLI


-Pascoli , nella poesia “Temporale”, presenta un paesaggio al tramonto: da un parte il mare, infuocato dal brillare dei raggi del sole che cala, e dall’altra le montagne, su cui si stanno addensando le nere nubi di un temporale.

La poesia si apre con un’onomatopea che indica l’eco lontano di una minaccia. L’unica salvezza nella tempesta è il casolare, è il nido, che si distingue grazie alla luce di un lampo improvviso. Il poeta descrive la scena attraverso le sensazioni, che si susseguono una dopo l’altra nella poesia: il rumore del tuono; il colore rosso dell’orizzonte; il nero delle nuvole minacciose del temporale, in mezzo al quale si staglia qualche nuvola sfilacciata più chiara; il colore bianco del casolare che appare all’improvviso e che è reso dall’analogia.

Tutta la poesia pascoliana è caratterizzata da una valenza simbolica così il casolare è per analogia avvicinato all’ala del gabbiano e questa immagine assume un valore simbolico, anche se difficile da sciogliere. Gli uccelli sono largamente presenti nella poesia pascoliana: sono la voce di un mondo che sta al di là della realtà e che in genere coincide con il mondo dei morti. Gli uccelli poi sono strettamente legati all’idea del nido, uno dei temi ricorrenti in Pascoli: li vi trova sicurezza, calore e protezione, così come all’interno del casolare. Inoltre, l’immagine del gabbiano è sempre associata all’idea di libertà e di leggerezza, che contrasta il peso e la minaccia del temporale; anche il colore bianco costituisce un momento di consolazione e di conforto nello spavento provocato dal temporale, espresso invece con la sfumatura del nero.

Il linguaggio utilizzato fa ricorso solo alle sensazioni, alle impressioni, che colpiscono l’immaginazione del lettore: è come un quadro, in cui non ci si affida alla linea dei contorni delle figure ma solo al colore.

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